mercoledì 19 Maggio 21
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“A Vigilia”


di Matteo Brancati – Ci siamo. É arrivato quel momento dell’anno dove puoi solo riavvolgere il nastro dei ricordi. Quelli belli. Si, perché “A Vigilia” non è solo il giorno prima di Natale. Non è solo preparare il cenone a base di pesce. No. Il 24 dicembre è quel qualcosa in più.

“A Vigilia” è il giorno della nostalgia. Di quella nostalgia provocata dall’abbraccio dei miei nonni, dei miei genitori quando ero piccolo. Quando credevo a Babbo Natale e ai regali donati perché avevo tenuto un comportamento corretto durante l’anno. Era una sorta di coronamento della letterina scritta a mano su un minuto foglio di carta, dove chiedevo al quel buffo uomo con la barba vestito di rosso la piccola pista da gara con le automobiline da telecomandare.

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“A Vigilia” era anche quel giorno nel quale sentivo tutti i profumi provenienti dalla cucina dei miei vicini. “A Vigilia” è caos per le strade, l’ultima corsa ai regali anche in negozi improponibili. Era il pescivendolo che urlava a squarciagola “Abbiamo le cozze fresche”. Era l’aperitivo offerto al bar dal mio amico che durante il resto dell’anno stava all’estero per lavoro. Era l’esclamazione del signor Mario che, nell’unico momento di silenzio, diceva: “Io ho fame, vado a mangiare una carbonara”. Era la crespella bollente assaggiata, in famiglia, all’ora di pranzo. Era la risposta annoiata del mio collega Ludovico all’ennesimo messaggio di auguri. Era il mare che mi accoglieva, come sempre, alle 3 del pomeriggio. Agitato o no, lui c’era sempre.

Ed era bello. Anzi, bellissimo. Soprattutto se penso al periodo attuale dove un abbraccio significa paura. Dove le tavolate in famiglia sono diventate una chimera. Dove la normalità è sempre lì. Al mare.

Redazione Calabriaclick

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