mercoledì 19 Maggio 21
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Calabria zona Rossa? Dopo “Le Iene” diventa Bordeaux

di Alessandro Manfredi – Il bordeaux, colore intenso, che ha origine dal rosso. Ma è più incisivo e penetra all’occhio, come sangue che si asciuga a contatto con l’aria. Ed è sangue che si asciuga, giorno dopo giorno, quello dei calabresi. Vittime innocenti di una classe dirigente fallimentare.

Ancora ieri, il Consiglio regionale, che ha terminato il suo mandato dopo la morte del Governatore Jole Santelli, ha accusato il Governo nazionale per la scelta di decretare la Calabria zona Rossa, con misure restrittive per la vita dei cittadini. Il motivo della determinazione assunta spiegato dal premier Giuseppe Conte? Una sanità non adeguata.

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Fosse non adeguata, sarebbe già tanto. Qui, siamo all’inverosimile. Dopo il clamore mediatico con tanto di incredibili risvolti, che hanno portato Conte ed il suo governo a rimuovere uno stralunato commissario ad acta Saverio Cotticelli, nominando al suo posto Giuseppe Zuccatelli, subito fatto a pezzi da un video virale risalente al maggio scorso in cui dichiarava che le “mascherine non servono ad un ca..o”, la nuova soluzione potrebbe essere il mitico Gino Strada, contattato ieri dal presidente del Consiglio.

Chissà, magari uno come Strada, ci sia concesso, di strada alla Calabria ne potrebbe far fare, verso un orizzonte meno tragico ed inquietante, ma con quanto visto fino ad ora, con l’ultimo passaggio televisivo andato in onda nella serata di ieri nel corso del noto programma Mediaset “Le Iene”, è necessario fare i conti.

Mentre a Palazzo Campanella consiglieri regionali esagitati, forse drogati come ha fatto intendere di esserlo stato Cotticelli, chiudevano la legislatura reclamando la zona Gialla per la Calabria, la nazione intera ha visto scorrere immagini e parole documentate durante un tour negli ospedali della provincia di Reggio Calabria. Niente posti letto, niente sicurezza rispettata nelle corsie. Ascensori usati da malati covid e per trasportare i pasti per i degenti dell’intero nosocomio. Strumenti sanitari carichi di virus nella spazzatura vicino alla macchinetta del caffè.

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Un ospedale ristrutturato, come quello di Gioia Tauro, che resta chiuso. Ed ancora mancanza di personale sanitario, operatori contagiati, assenza di hotel covid, tracciamento dei casi totalmente fuori controllo, poiché i laboratori calabresi che analizzano i tamponi sono pochi, mentre i casi positivi diventano migliaia e migliaia. Questo è lo scenario in atto.

E con che coscienza, ci si chiede, il Consiglio regionale ha potuto votare una mozione per decretare la Calabria zona Gialla?

Una cosa è certa. La classe politica calabrese è concentrata solo sulle prossime elezioni, per rideterminarsi e per continuare a vivere di immeritati privilegi. E chi paga per aver messo i calabresi in questa situazione? Nessuno, tranne Cotticelli.

La Calabria è in ginocchio, i calabresi sono estremamente esasperati. Povertà, crisi economica, crisi sociale, mancanza di lavoro, mancanza di servizi, mancanza di sicurezza, mancanza di legalità, mancanza della tutela della salute pubblica.

Questa è la Calabria, un disastro. Per davvero la si vuole far essere zona Gialla e non Rossa? Dopo tutto quello che sta accadendo, prendendo atto di un Governatore facente funzioni, Nino Spirlì, che va in onda solo per giustificare il buon operato della sua maggioranza, accusando il commissario ad acta di essere unico responsabile dello scandaloso stato di cose mostrato sulle tv nazionali, il Governo Conte potrebbe prendere ulteriori provvedimenti e tirar fuori un nuovo colore, per classificare ancor meglio il grave contesto drammaticamente critico e scongiurare una catastrofe. Purtroppo, la regione Calabria ed i calabresi si trovano, di fatto, in uno scenario esclusivo, il numero 5. La Calabria è zona Bordeaux.

Redazione Calabriaclick

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