mercoledì 19 Maggio 21
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“Cara Calabria, a Natale non scendo. Ma sappi che mi mancherai”

“Cara Calabria,

quest’anno non scenderò, starò al Nord. Te lo scrivo subito perché non amo fare giri di parole. Non scendo perché non me la sento. Perché ho paura di questo maledetto virus. Perché voglio proteggere genitori, nonni, parenti e amici. Non te la prendere, spero tu possa capirmi con questa lettera. Però, sappi che mi mancherai. Ad esempio, mi mancherà trascorrere il 24 dicembre, quello della Vigilia, per le strade che profumano di prodotti tipici, colorate da luci e addobbi natalizi di ogni genere. Mi mancherà persino l’augurio di Mimmo, il signore che vende le arance con il suo mezzo nei pressi del supermercato. Ricordo che a 8 anni trascorrevo il 24 dicembre insieme ai miei amici. Al mattino, dopo aver fatto colazione con il pandoro aperto la sera prima come da tradizione (almeno a casa mia) e pitta ‘nchiusa, indossavo velocemente la prima cosa che trovano nell’armadio prima di andare a giocare a pallone al campetto della scuola formando le porte con i giubbini, i quali fungevano da pali. E non tornavamo nemmeno a casa. Ci fermavano solo per andare a mangiare una rosetta con provola e salame preparata da Giuseppe, proprietario di un piccolo e storico alimentari. E poi, senza pensieri, giocavamo nuovamente in quel piccolo campo di cemento. Intanto, dalle case vicine si continuava a cucinare con odori fantastici in grado di farti sognare. Tutto questo mi mancherà, anche adesso. Anche a distanza di anni. Quei ricordi rimarranno indelebili, non potranno mai cancellarsi perché significherebbe eliminare totalmente gli anni più belli della mia vita. Dove tutto era bello, dove la spensieratezza prendeva il sopravvento sui pensieri negativi, dove il Natale veniva vissuto seriamente. E quest’anno di tutte quelle scene avrò ancora più nostalgia. Ma, perdonami, non riesco a fare finta di niente con una pandemia in corso. Non sarei tranquillo. Ti prometto che ci vedremo presto, magari a Pasqua, perché il 2021 deve essere per forza diverso. Così godrò ancora una volta del tuo mare, delle tue montagne, del tuo cibo e dei panorami mozzafiato. E chissà, il prossimo Natale lo trascorreremo insieme. Magari al campetto della scuola.

Matteo Brancati

Redazione Calabriaclick

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