sabato 27 Febbraio 21
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Covid-19, i numeri che costringono la Calabria al lockdown

Sono tanti, forse troppi. A volte stordiscono, innervosiscono e mandano in tilt i nostri pensieri.

Eppure loro, i numeri, sono fondamentali in un momento storico dell’umanità per comprendere come tentare di difendersi da ulteriori drammatiche evoluzioni della pandemia da coronavirus, che nella seconda ondata sta costringendo diversi Paesi nel mondo ad un nuovo lockdown totale.

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Ma in queste righe non osserveremo numeri planetari arrivati a nove cifre. Ci concentreremo sulla Calabria, una delle tre regioni d’Italia che il Governo considera nello scenario 4, quello da lockdown e coprifuoco dalle ore 18 per gli esercizi commerciali e dalle ore 21 per la circolazione.

Barricarsi in casa è una necessità che ormai Governo e Regioni considerano inevitabile ed il contrasto nel corso del confronto è emerso solo sull’orario da scegliere, con i Governatori che spingono per anticipare il coprifuoco il più possibile.

Lo si farà regione per regione e non a livello nazionale. Ed è proprio qui che entrano in gioco i numeri. Sono loro a determinare quali siano i livelli delle singole regioni. Il totale dei casi positivi non conta per differenziare i territori, perché a valere sono i dati che emergono in base alle singole potenzialità della sanità locale.

Ed è qui che per la Calabria si apre lo scenario 4, quello da zona Rossa. Di seguito analizziamo i numeri diffusi dai bollettini regionali degli ultimi 5 giorni, scegliendo precisi parametri che incidono maggiormente sulle valutazioni generali del Governo.

Partiamo dai ricoveri. La tenuta degli ospedali è la priorità e su questo non si discute. Non importa cercare di comprendere ora cause e responsabilità politiche sul perché la sanità in Calabria sia altamente depotenziata e a rischio estremo. Adesso conta solo misurare le capacità territoriali dei nosocomi calabresi, chiamati, con i loro eserciti numericamente striminziti, a combattere una guerra difficilissima.

Attualmente le persone positive al covid-19 ricoverate negli ospedali sono 174, secondo i dati di ieri. Il 31 ottobre erano 163, il giorno prima 151, il 29 ottobre 141 ed il 28 ottobre 131.

Una media di oltre dieci ricoveri al giorno che deve essere frenata a tutti i costi nelle prossime due settimane prima di rischiare un collasso del sistema. In terapia intensiva l’andamento sembra invece essere costante. Dal 28 ottobre scorso, quando i degenti ricoverati erano 11, si è giunti a ieri con 13 ricoveri. Tuttavia fino al 31 ottobre erano scesi a 9. Dunque quattro nuovi ricoveri in un solo giorno. E se aggiungiamo il dato relativo alle vittime, passate da 111 a 117 in cinque giorni, si comprende come sia direttamente proporzionale l’incremento dei decessi all’aumento dei ricoveri.

Questo è un elemento chiave da tener presente. Con il collasso del sistema sanitario i morti potrebbero diventare molti di più.

Un altro numero che il premier Giuseppe Conte e la sua squadra di esperti del comitato tecnico scientifico tengono in alta considerazione è la percentuale tra nuovi casi positivi giornalieri e numero di tamponi testati. Ieri, su 2.871 tamponi analizzati 245 sono risultati positivi, vale a dire l’8,53%. Nei due giorni precedenti la media si è aggirata poco sopra al 6,2%.

Ed infine, l’ultimo numero che osserviamo è quello dei casi totali attualmente positivi in Calabria. Sono 3.362, di cui 3.188 in isolamento domiciliare. In pratica oltre il 94% delle persone contagiate dal covid in questo momento sono asintomatiche o con lievi sintomi.

Quest’ultimo numero non viene tenuto in considerazione né dal Governo e neppure dalla Regione, poiché non serve a misurare la tenuta della pressione ospedaliera. Ma serve per mettere a nudo l’enorme fragilità del sistema sanitario calabrese. E’ vero, in tutta Italia il sistema rischia, tuttavia laddove il cielo per gli altri appare bruno all’orizzonte, per la Calabria si fa tenebroso.

E di fronte ad una simile inquietante prospettiva, ai cittadini calabresi, non potendo cercare e punire i colpevoli, non rimane altro che combattere con responsabilità ed intelligenza, chiudendosi in casa, consapevoli che lo si fa per evitare una strage di vittime innocenti.

Redazione Calabriaclick

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