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Covid, la terza ondata spaventa il Governo: non sarà il solito Natale

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E no, non può esserlo. Quello del 2020 non sarà il solito Natale.

Certo, per chi esiste in questo mondo con la certezza che Gesù di Nazareth fosse il figlio di Dio, venuto e vissuto per annunciare a tutti il Regno dei Cieli, c’è la consapevolezza che la propria verità testimoniata nel Vangelo non abbia bisogno di avere un giorno o un’ora precisa in cui essere celebrata.

Tra l’altro non vi è assolutamente prova storica che il 25 dicembre sia il giorno della nascita di Gesù. Secondo alcuni studiosi è verosimile, sulla base di alcuni calcoli che non staremo qui ad elencare, ma altri studiosi l’hanno collocata in giorni di gennaio, marzo, aprile e novembre. C’è chi ritiene che il 25 dicembre abbia origine da una tradizione pagana, ma qualunque possa essere il reale giorno di nascita di Gesù, per i cristiani dovrebbe fare molto poca differenza.

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Ed invece c’è tanto malessere tra la gente. Si tratta di abitudini piacevoli del tutto mentali che molti esseri umani si danno ed ai quali si appigliano per riempire di senso la loro esistenza. Il Natale, esattamente come il Capodanno e tante altre feste pagane, servono a stare meglio, per avere tutti quanti un’occasione comune per essere autorizzati alla meditazione, alla preghiera, o più semplicemente alla festa ed al divertimento. Lo si fa da millenni e tutta l’umanità ha praticato questo esercizio di benessere in svariati modi.

Il Covid-19 e la paura che una terza ondata possa essere ancora più devastante delle precedenti, costringono i Governi, compreso quello italiano, a misure drastiche per contenere il contagio. Nessun allentamento, segno che i timori sono molto consistenti. D’altonde gli scienziati di tutto il mondo stanno annunciando la quasi inevitabile terza ondata. In Paesi come il Giappone è in atto e gli effetti sono decisamente molto più preoccupanti delle prime due.

Ecco perché il Governo italiano, preso atto delle previsioni scientifiche ed osservando l’andamento di una già più dannosa seconda ondata in atto, limitata a fatica, ha il terrore di allentare le misure, anche a Natale e Capodanno.

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Pertanto, il Natale non può essere lo stesso di sempre e non lo sarà. Molte persone vivranno la solitudine, la disperazione, la preoccupazione e molti altri non potranno riunirsi per stare insieme come è sempre stato. Magari si festeggerà ugualmente con abbondanti cene di vigilia e pranzi tradizionali, ma saranno tantissimi anche quelli che ciò che hanno vissuto appena un anno fa, in questo Natale 2020 non potranno più viverlo.

Inutile negare che la psicologia ed il fisico di tutti subiscono quello il Covid ha portato da quando si è fatto vivo. E’ un peso comune, condiviso. Forse è l’unica cosa pienamente condivisa dall’intera umanità. Tranne il Covid ed il fatto che si è vivi, l’umanità sembra essere più divisa che mai.

C’è anche tanta rabbia, ma perdere la pazienza significherebbe alimentare il male provocato da questo momento storico difficilissimo per tutto il pianeta.

Non rimane che affrontare i prossimi giorni di festa cercando ognuno di trovare forza e coraggio in se stesso. Ma non fermarsi a questo. Nella nostra era tecnologica troppo spesso ci siamo fermati a questo. Il Natale, le feste, i parenti, gli amici, i sorrisi delle persone, gli abbracci, i baci, i regali, tutto ci mancherà, tutto accadrà. L’auspicio è che non accada mai più.

Nei prossimi mesi, e finché non sarà vaccinata gran parte della popolazione mondiale, quello che siamo oggi rischiamo di esserlo per anni. Non basterà probabilmente il 2021 per tornare completamente alla normalità. Dunque, per contribuire a far sì che il Natale 2020 diventi un brutto ricordo serve la responsabilità e l’intelligenza di tutti. E per come si stanno mettendo le cose, viste e considerate le premure applicate dal Governo, che ha di fatto blindato le feste, con tutti i danni economici annessi, il richiamo al senso civico ed unitario dovrà essere molto più forte di quello messo in campo fin qui.

Proseguire così causerà danni gravissimi, anche socio-economici. Mezzo milione di posti di lavoro persi solo in Italia da febbraio ed altre centinaia di migliaia di persone senza lavoro nei prossimi mesi. Questo è quello che accadrà e andrà sempre peggio. Essere responsabili diviene perciò un dovere. E chi non lo sarà sia consapevole di meritarsi il Natale 2020 vissuto così e tutti i giorni che in egual misura andranno vissuti.

Il momento è delicato ed il fatto che il Governo non abbia allentato le restrizioni, neppure con l’evidente miglioramento degli ultimi giorni, costringendo gli italiani a festività anomale, fa comprendere quanto è fondamentale che ognuno faccia la sua parte.

E per il Natale 2020, ormai, non v’è altro che rassegnarsi. Il prossimo 25 dicembre il Natale non sarà il solito Natale.

Redazione Calabriaclick

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