domenica 28 Febbraio 21
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Covid, record in Calabria: allarme? Ecco cosa dicono i numeri

In Calabria 136 casi positivi al Covid-19 in appena 24 ore non ci sono mai stati. Il dato della giornata di ieri è un record assoluto e tanto è bastato per riportare ansie e paure di pochi mesi fa, che stavamo provando a buttarci alle spalle.

Ma non si può fare. Si deve fare i conti con i numeri e sulla verità oggettiva che essi rivelano. Ed è proprio attraverso la loro osservazione meticolosa che si genera una visione realistica di quello che sta accadendo in Calabria ed in generale in Italia, dove ieri i casi sono stati oltre 15 mila.

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Se ci voltiamo indietro, al periodo marzo/aprile/maggio di quest’anno, l’aumento esponenziale recente ed il numero di casi positivi attuale non sono paragonabili ad allora.

Oggi stiamo messi tre volte peggio. Tuttavia, entrando a fondo nei numeri, ci accorgiamo che la realtà sembra essere totalmente diversa da quanto i dati raccontano.

In realtà, a mutare deve essere il punto di osservazione. Se analizziamo solo i casi positivi al Covid paura e preoccupazione percepite crescono nei nostri pensieri.

Spostandoci, però, guardiamo l’insieme della situazione e la realtà ci appare totalmente diversa, che quasi la paura e la preoccupazione spariscono, lasciando spazio alla ovvia prudenza ed alla responsabilità individuale dei cittadini, elementi che rimescolerebbero i numeri in peggio, qualora mancassero, come sta accadendo in diversi contesti.

Come passa la paura? Ecco dei numeri sui quali aggrapparsi per darci una risposta.

A fine marzo 2020 in Calabria i casi positivi quotidiani erano in media un terzo di quelli attuali. Soffermandoci sul numero di contagi ad oggi, 3.099, i 136 di ieri rappresentano oltre il 4% del totale.

Impressionante. Guardiamo anche il numero delle persone in isolamento domiciliare nell’intera regione.

Oggi sono 1.293, nel corso della prima ondata si è arrivati a poco meno della metà. Dunque, le persone in isolamento, ovviamente, si sono quasi triplicate rispetto a marzo/aprile.

Tutti questi numeri descrivono uno scenario inquietante. Ora, però, passiamo alle buone notizie.

In primis, circa il 60% del totale delle persone contagiate sono guarite. La mortalità attuale dei pazienti sintomatici è molto bassa rispetto al periodo della prima ondata del coronavirus.

I pazienti ricoverati con sintomi attualmente sono 87, mentre nei mesi infernali si è toccata circa quota 200.

Sono 6 oggi i pazienti in terapia intensiva, mentre sono stati fino a circa 25 nella prima fase.Ed infine, un altro dato importante da non sottovalutare è come i casi positivi al Covid sono tracciati.

Nei mesi scorsi, infatti, i casi positivi venivano tracciati totalmente da sospetto diagnostico. Fino a luglio, praticamente, tutti i casi di contagio erano individuati come sintomatici.

Il dato di ieri racconta invece che sui 3.099 casi positivi totali registrati in Calabria, 1.159 sono casi da sospetto diagnostico, circa il doppio, 1.940 sono i casi da screening. Questo significa che, mentre nel corso della prima ondata i casi positivi erano quasi tutti sintomatici, oggi il 93,7% degli attuali 1.380 casi è asintomatico o non ha necessità di cure ospedaliere.

In fin dei conti, pertanto, nonostante rimanga altissima l’attenzione in determinate città italiane, prendiamo atto di una situazione che al momento, almeno in Calabria, non può generare allarmismo.

Il dato è oggettivo, matematico e fa emergere da un lato una migliore capacità di tracciare il virus rispetto alla prima ondata e dall’altro l’evidente minore intensità virologica del Covid-19 rispetto alla fase iniziale della pandemia, dimostrata dall’enorme numero di casi asintomatici, che trova riscontro in tutta Italia, e la più bassa mortalità, scaturita soprattutto grazie alle terapie mediche attuali ed alla prevenzione di un aggravamento delle condizioni generali grazie alla possibilità di somministrare farmaci prima rispetto a quanto si faceva a marzo/aprile, quando praticamente le terapie mediche di contrasto non esistevano.

Dunque, niente panico ed allarmismi. Il Governo, regioni e sindaci devono intervenire sui focolai e spegnerli isolandoli. Per questo è plausibile che nelle prossime ore, in zone ad alta densità di contagio, come Reggio Calabria, scatteranno coprifuoco e, probabilmente presto, veri e propri lockdown garantendo solo scuola e lavoro.

Ma dove i numeri raccontano realtà diverse sarebbe un grave errore limitare le libertà personali. Il Covid-19 non produce effetti uguali ovunque e questa è una verità di cui chi ha responsabilità istituzionali deve tenere sempre bene in mente, per gestire nel migliore dei modi un momento storico senza precedenti.

Redazione Calabriaclick

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