mercoledì 19 Maggio 21
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Gino Strada in Calabria: “Rinforzare sanità pubblica e spezzare interessi di quella privata”

“Il premier Conte non mi ha mai chiesto di fare il commissario della sanità in Calabria e non sarei stato neppure adeguato a farlo. Non sono un commissario e neppure un missionario. Ricordo al presidente Spirlì che l’Afghanistan non è in Africa, mentre a Polistena esiste da anni Emergency, ma il presidente facente funzioni questo non lo sapeva”.

Con enorme trasparenza e serenità, il fondatore dell’ong Emergency, alla quale il Governo nazionale ha chiesto aiuto per affrontare l’emergenza Covid-19 in Calabria, ha chiarito ogni aspetto della vicenda un po’ grottesca che i cittadini calabresi hanno vissuto nelle ultime settimane.

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Poi, dopo aver precisato che incontrerà il commissario Guido Longo a Catanzaro nei prossimi giorni ed aver sottolineato che non avrà alcun problema ad incontrare Nino Spirlì, Gino Strada ha illustrato quanto si sta facendo a Crotone, dove è stato installato un nuovo reparto da 30 posti letto e si è attrezzata una struttura esterna con tende solo per un’eventuale necessità.

Ma la sua visione di come la sanità debba essere strutturata, per garantire efficienza e servizio ai cittadini, non lascia dubbi sul suo pensiero. “La sanità pubblica calabrese è evanescente, mentre quella privata funziona bene, ma a pagamento. Se si coltivano interessi economici la sanità pubblica non decolla, bisogna spezzare i legami tra la gestione della sanità e la criminalità o la politica che favorisce gli interessi dei privati”.

Insomma, sembra chiaro comprendere che il vero problema della sanità pubblica calabrese sia l’enorme presenza e sviluppo di quella privata. Tanti i medici che si sono alternati tra consiglio regionale o parlamento che in Calabria hanno poi fatto enormi affari con cliniche private di ogni tipologia. E Gino Strada non ha alcun dubbio: per cambiare il destino della sanità in Calabria bisogna partire da questo. “Gli ospedali chiusi o mai aperti sono il problema da risolvere, così si potenzia l’offerta della sanità pubblica e si evitano i viaggi per curarsi. Se i privati voglio investire nella sanità lo facciano pure, ma solo con i loro soldi”.

Redazione Calabriaclick

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