martedì 22 Giugno 21
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    martedì 22 Giugno 21

    Gratteri a cuore aperto: “Dal 1989 neppure un gelato o un bagno al mare, io parlo con la morte”

    Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, si è raccontato a Tg2 Storie, in onda ieri sera su Rai2. Alle domande del giornalista Giuseppe Malara, ha risposto spiegando come il suo lavoro, trascorso a combattere ‘ndrangheta e centri di potere, deve essere portato avanti con nervi saldi e senza paura.

    “Io sono me stesso, se non posso dire la verità sto zitto. A volte le mie parole danno fastidio ai centri di potere. Non c’è confine tra ‘ndrangheta e massoneria deviata. Spesso il criminale ha contatti diretti con le istituzioni ed occupa entrambi gli spazi. La ‘ndrangheta è presente in tutti i continenti del pianeta”.

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    “Io esempio per i calabresi? Cerco di trasmettere i valori, quello che mi hanno insegnato i miei genitori. La Calabria ha bisogno di una nuova classe dirigente, fatta di persone che hanno studiato. Capita di trovare persone entrate nella pubblica amministrazione come uscieri o autisti ed oggi sono dirigenti. Riporterei in Calabria tutti i figli di emigranti, i laureati, i professionisti all’estero. Ai miei figli non dico di tornare perché non ci sono opportunità di lavoro per loro in questo momento”.

    Poi spazio alla sanità: “E’ gestita in modo clientelare ed è un centro di potere. Funziona la sanità privata, alcune sono paragonabile a cliniche svizzere”. E sulla politica, invece Gratteri non si sbilancia. “Tutti mi chiedono di candidarmi, non posso dire nulla sulla politica regionale, tra poco ci saranno le elezioni ed ogni cosa che direi potrebbe essere interpretata, potrei orientare per un lato o per l’altro. Non posso dire nulla, sono il procuratore della Repubblica di Catanzaro. Nelle nostre indagini troviamo spesso politici o amministratori coinvolti, non posso rispondere”.

    Ed ancora, chi è Nicola Gratteri, padre e marito? “Un uomo fisicamente poco presente, i miei figli non vivono più in Calabria” – dice con rammarico. Poi, la domanda sulla paura. “Addomestico la paura, so di poter morire. Ma non sarebbe un dramma, ho avuto tantissimo dalla vita e sono fortunato. E’ dal 1989 che vivo con la scorta, se faccio dieci metri devo concordare con la scorta come fare quei dieci metri, neppure un gelato o il bagno al mare è possibile fare” – conclude Gratteri. (Guarda l’intervista dal minuto 2 al minuto 10)

    Redazione Calabriaclick

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