mercoledì 19 Maggio 21
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Imprenditore calabrese a Londra: “In Italia notizie non vere sulla pandemia, qui è tutto normale”

E’ un noto imprenditore calabrese, che con un marchio di cravatte sartoriali ha conquistato il mercato nazionale ed internazionale.

E’ l’imprenditore Maurizio Talarico, catanzarese, che da anni vive a Londra. Da lui arriva uno sfogo social, per fare chiarezza su quella che definisce essere una realtà fuorviante e raccontata dai media e dai social italiani in un modo che non rispecchia ciò che in verità sta accadendo durante la pandemia da cornavirus.

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Dalla Gran Bretagna arrivano notizie di numeri spaventosi, moltiplicati dalla variante inglese del Covid, definita più virale della precedente. Le notizie raccontano di lockdown totali e di contagio fuori controllo. Eppure, l’imprenditore calabrese residente a Londra, che vive sulla propria pelle quanto sta accadendo nei Paesi britannici, racconta dal suo profilo Facebook una verità diversa e mette in guardia gli italiani dall’allarmismo creato.

“Ho un attività a Londra da 7 Anni – scrive Talarico -. Non voglio polemizzare … Ma noto che le notizie riguardanti la Pandemia che si vive a Londra sono totalmente ed interamente diverse nei fatti da quelle che i media e i giornali ci raccontano in Italia.

1) a Londra, si vive la normalità di sempre in tutti i settori: dall’istruzione al lavoro alla vita sociale etc.. senza chiusura divieti e restrizioni o multe.

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2) l’uso della mascherina non è obbligatorio, solo in posti affollati si è invitati e non obbligati ad indossarla per rispetto ed educazione sociale

3) potrei raccontare tante difformità sia delle notizie che ci pervengono sia di come si affronta la pandemia in maniera diversa a Londra, molto più normale e molto ma molto meno restrittiva

4) sto aprendo uno show room a Madrid, mi aspettavo di trovare stessa rigidità e rigore che viviamo in Italia. Assolutamente no!

Non ho visto ne percepito ne vissuto uguali restrizioni e divieti che ci sono in Italia. Ora mi chiedo: come mai questa diversità di vivere la pandemia in Italia? Ma soprattutto perché le informazioni che giungono da questi paesi tramite i nostri notiziari e mezzi di comunicazione sono difformi dalla realtà?

Tutta questa iper rigidità, dove ci porterà …Per quanto riguarda il futuro, più che farmi paura il credito che riceviamo, sono gli interessi che andremo a pagare, con un pil che ha raggiunto i tempi della seconda guerra mondiale. La salute è un bene fondamentale indifferibile. Ma visitando altri contesti che prima non mi era stato possibile fare, credo che in Italia si stia esagerando non poco, con risultati sulla salute scarsi e con un’economia paralizzata. Quando questo iper accanimento finirà, ci sveglieremo con un mondo diverso fatto di: Disiccupazione, Povertà e un collasso delle aziende sopratutto le PMI, banche che attingeranno dai soldi europei per tutelarsi da fallimenti per mancati pagamenti dei mutui e finanziamenti da parte dei milioni di lavoratori che si troveranno finita la cassa integrazione e il divieto di licenziamento in mezzo ad una strada, con uno stato che li ignorerà pensando a trovare i soldi per pagare una montagna di debiti. Magari scopriremo che fra i divieti e le restrizioni e i lavaggi di cervello da parte del Comitato Tecnico Scientifico Italiano che tiene sotto scacco sia gli italiani sia il governo, che di fatto non può contraddirlo nelle indicazioni “insane” che impone. Negli altri paesi dopo un primo tentennamento tornavano a correre … mentre noi vivevamo di Lockdown”.

Conclude così il suo sfogo da imprenditore e da italiano, Maurizio Talarico. Si tratta di una sua opinione o rispecchia una verità? Ad ognuno la propria riflessione.

Redazione Calabriaclick

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