mercoledì 19 Maggio 21
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La nuova variante inglese del Covid: 70% di trasmissibilità in più e può mettere a rischio i vaccini

C’è grande preoccupazione nella comunità scientifica dopo la scoperta recente di una nuova variante di Covid-19 identificata nel Regno Unito “attraverso la sorveglianza genomica della Public Health England”.

A rendere pubblica la scoperta è stato Chris Whitty, Chief Medical Officer del Paese in una nota ufficiale diffusa oggi, dopo che c’era stato un primo annuncio lunedì scorso. “E si ritiene ora che il nuovo ceppo possa circolare più velocemente, vista la rapida diffusione della variante, i dati che emergono da modelli preliminari e i tassi di incidenza in rapido aumento nel Sud-Est” dell’Inghilterra.

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Abbiamo allertato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – informa l’autorità sanitaria inglese – e stiamo continuando ad analizzare i dati disponibili per migliorare la nostra comprensione” dell’impatto di questa variante. In questo momento “non ci sono evidenze che suggeriscano che il nuovo ceppo causi un tasso di mortalità più elevato o che influisca sui vaccini e sui trattamenti – precisa l’esperto – sebbene sia in corso un lavoro urgente per confermarlo”. “Alla luce di questi ultimi sviluppi – conclude – è ora più vitale che mai che si continui ad agire per ridurre la trasmissione” del coronavirus Sars-CoV-2.

“Natale non sarà come previsto”, ha detto Johnson, costretto a proclamare una nuova stretta sotto le Feste, di fronte all’aumento di contagi, che viene attribuito alla nuova variante del Coronavirus. Il premier sperava che le restrizioni imposte a novembre avrebbero ridotto la circolazione del virus, permettendo un allentamento per Natale. Ma così non è stato e l’Inghilterra si è dovuta allineare alla maggior parte dei paesi europei, che in questi giorni stanno decidendo nuove restrizioni.

Solo tre giorni fa, Johnson aveva detto che sarebbe stato “inumano” pensare di “cancellare il Natale” . Oggi ha espresso il suo “profondo rincrescimento”, spiegando che “quando i fatti cambiano, bisogna cambiare l’approccio”. Johnson ha imputato la maggior diffusione dei contagi a una nuova variante del virus che circola a Londra e nel sud dell’Inghilterra, che potrebbe essere “trasmissibile fino al 70% in più” della vecchia.

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Ma la preoccupazione più grande tra gli scienziati è che la nuova variante di Covid-19 possa mutare lo spike, proteina sulla quale si basa la tecnologia dei vaccini realizzati. Dovesse cambiare, anche se fortunatamente tale riscontro ufficiale ancora non c’è stato, potrebbe rendere inutili i vaccini prodotti fino ad oggi.

Redazione Calabriaclick

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