sabato 17 Aprile 21
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La videochiamata a Santo Stefano in Calabria

di Matteo Brancati – Di solito Santo Stefano è il giorno dei brodo di carne dove si immergono quintali di tortellini che mangeranno tutti “perché la fame chiama”. Santo Stefano, per molti, rappresenta quel giorno dopo Natale da trascorrere ancora una volta sul divano, in attesa della tombolata o della sentitissima partite a carte dove lo zio di 85 anni sbatte l’asso di coppe sul tavolo “ricoperto” da una tovaglia natalizia piena di bucce di pistacchi.

Per me, invece, il 26 dicembre è tutt’altra cosa. Santo Stefano fa da collante tra i ricordi recenti e passati, con uno sguardo al futuro, all’anno che verrà. E questa pandemia mi ha fatto capire l’importanza di questo giorno. Non so perché, ma da oggi in poi inizierò a fare una sorta di bilancio di tutto quello che è accaduto senza attendere il fatidico 31 dicembre. Lì, in quelle 24 ore non avrei tempo a pensare e ripensare a ciò che ho fatto, visto, vissuto. Perché è giusto così. Perché il 2020 mi/ci ha lasciato dei lividi evidenti dentro impossibili da analizzare in poche ore. Perché penso a migliaia di calabresi chiusi in casa, lontano dai loro affetti, che hanno deciso di stare “Su” per il bene di tutti, per una pandemia che ha causato settantamila morti. Perché sta scemando la voglia di motivare, di andare avanti. Perché la nostalgia dei momenti belli trascorsi fino all’anno scorso è l’unico modo per rimanere vivi.

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Ad esempio ricordo che mia nonna ci faceva altri regali di Natale e ci cucinava la cotoletta di vitello al forno, bruciacchiata ai lati. Io ed i miei cugini mangiavamo solo quella. Oppure, ricordo anche la busta trasparente che veniva agitata per “impreziosire” il pandoro con lo zucchero a velo. Altri tempi, dove i problemi erano meno e dove la serenità vinceva, alla fine, su tutto. Dove l’unica preoccupazione era la bilancia di casa che segnava alcuni (nostri) chilogrammi in più. Era anche un Santo Stefano diverso, ma che noi calabresi vivevamo sempre diversamente, con il sorriso.

Quest’anno i sorrisi sono mitigati. Il periodo non è bellissimo e molti di noi stanno facendo i conti con la mancanza di amici e parenti. Ma passerà, ne sono certo. Lo dobbiamo a noi stessi. Lo dobbiamo a chi non c’è più. E per oggi i tortellini li mangeremo in videochiamata.

Redazione Calabriaclick

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