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La vigilia di Capodanno in Calabria

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di Matteo Brancati – Vivo in Calabria, in una città che mi piace molto. La mia famiglia ama le tradizioni della propria terra. Quest’anno, a differenza del passato, a causa della pandemia ognuno sta trascorrendo questo periodo a casa propria.

Le feste di Natale di una volta erano veramente belle. Avevano la capacità di strapparti un sorriso anche se arrivavi da un brutto voto rimediato nell’ultima settimana di scuola. Quel periodo ti faceva dimenticare tutto quello che c’era da dimenticare. Ricordo, ad esempio, la vigilia di Capodanno o San Silvestro (chiamate questo giorno come meglio credete) che rappresentava la giornata perfetta per il divertimento e per lasciarsi alle spalle periodi faticosi. Per tutti era una sorta di fine era, non un fine anno.

Nonno iniziava già dalle 6 del mattino a pelare patate per la cosiddetta “scuma e patati” che nonna “riempiva” con provola, salame e molte uova. Ne infornava tre teglie ed eravamo 12 persone. Poi c’era mio padre che, insieme a miei zii, andava a comprare almeno dieci pitte e pane di grano come se piovesse. Infine c’era mia mamma, insieme alle mie zie, alle prese con la cottura del morzello e del soffritto. Piatti tipici della tradizione che dovevano essere preparati solo se c’era la salsa di pomodoro, quella fatta in casa alla vigilia di Ferragosto.

E poi c’ero io. Insieme ai miei cugini dovevo andare a comprare le scintille in uno di quei tendoni bianchi posizionati ai bordi della strada. Ma tutto questo lo facevamo intorno alle sette di sera, quando le bancarelle in piazza iniziavano ad abbassare i prezzi dei loro prodotti. Prima, e parlo dalle dieci del mattino, c’era il consueto giro degli auguri ad altri parenti e amici, i quali ti dovevano offrire qualcosa al bar perché l’anno deve chiudersi in bellezza. Non dimenticherò mai la classica frase: “Ti devi prendere almeno una gazzosa al limone, sennò me la sento (come si dice da noi)”. Inoltre, non tornavo a casa. Stavo tutto il giorno fuori, fiutando gli odori proveniente dalle cucine e le ore del 31 dicembre passavano velocemente.

E oggi? Oggi, purtroppo, niente di tutto questo. I ricordi di un tempo sono in grado di farti rivivere quei bei momenti di spensieratezza, di farti sentire vivo in uno dei periodi più difficili per tutti. Ma passerà anche questo, perché siamo forti. Perché noi calabresi, italiani siamo tosti e già dal 2021 vogliamo tornare ad impossessarci delle nostre tradizioni.
Buon anno, Calabria! Buon anno a tutti!

Redazione Calabriaclick

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