martedì 9 Marzo 21
martedì 9 Marzo 21

Migliaia di indagati ed arresti in due anni: la Calabria è un problema Europeo

Sono tanti, terribilmente troppi, gli amministratori pubblici, gli imprenditori e i vari soggetti coinvolti in inchieste giudiziarie, per presunti reati di ‘ndrangheta e, nonostante il sistema politico-mafioso fosse noto a molti calabresi, c’è da rimanere senza parole.

Perché l’infiltrazione criminale, l’abuso dell’antistato sui cittadini calabresi, sembra essere così diffuso da temere che il sistema illecito sia totalmente in controllo di una regione italiana, dalla quale poi si diramano tantissimi interessi sparsi a livello mondiale.

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La ‘ndrangheta è una cosa serissima in Italia e la Calabria sembra esserne dominata in lungo e in largo. Ed è talmente diffuso il malaffare che vi è da interrogarsi se non sia il caso di commissariare la Regione a tutti i livelli istituzionali e mettere in mano la gestione dell’amministrazione pubblica a commissari di fuori regione. E visto l’andazzo del coinvolgimento nazionale, sarebbe bene optare per un commissariamento a livello europeo, perché anche l’Unione Europea è seriamente interessata dal problema.

I calabresi sono prigionieri e vittime di un sistema che li ha ingabbiati, ma che in fin dei conti scelgono in continuazione da decenni. Consapevoli o meno, parte attiva, vittime o indifferenti, i calabresi sono diventati parte integrante del sistema criminale.

Presidenti, assessori, sindaci, consiglieri provinciali, comunali, c’è di tutto e di più nelle indagini e nei blitz operati negli ultimi due anni. E si ha la sensazione che possa essere solo l’inizio.

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L’allarme sociale, però, è scatenato non solo dalla ‘ndrangheta e dalla politica corrotta, ma anche e soprattutto da un mondo di mezzo del quale non si riesce a scorgerne la fine.

Gli arresti e gli indagati sono migliaia e appare poco credibile che sia in atto un attacco della magistratura, guidata dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, alla classe dirigente ed imprenditoriale del territorio, poiché, come noto dalle inchieste della Procura di Salerno, le indagini e gli arresti riguardano anche spesso magistrati ed avvocati. Segno che il sistema avrebbe proporzioni inimmaginabili.

Ed allora, è necessario che presto sia fatta luce sulla verità, perché la Calabria sta rischiando un disastro socio-economico epocale ed una guerra di potere sulla sua pelle non riuscirebbe a reggerla. Se davvero la gran parte della politica calabrese, molti colletti bianchi, imprenditori, rappresentanti dello Stato, sono legati alla ‘ndrangheta, il Governo nazionale ed il Presidente della Repubblica hanno il dovere di assumere drastici ed immediati provvedimenti a tutela dei loro concittadini italiani, a tutela delle vere vittime, i calabresi onesti, che sono la maggioranza e, troppo spesso dal resto degli italiani, sono stati accusati di essere complici di un sistema che in verità li usa e ne abusa.

Perché la Calabria è Italia, la Calabria è Europa. E continuare a far finta di niente non è più possibile. (a.m.)

Redazione Calabriaclick

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