domenica 16 Maggio 21
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Natale in zona Rossa, rinnegato l’algoritmo: questa volta la scelta è solo politica

C’è rabbia diffusa, inutile negarlo. E’ in ognuno di noi. Difficilmente qualcuno non sarà rimasto amareggiato a causa della scelta del Governo nazionale di decretare l’intera Italia zona Rossa non solo a Natale e Capodanno, ma anche nei giorni 24,26,27, 31 dicembre ed 1,2,3,5 e 6 gennaio. La rimanente parte dei giorni sarà con regole da zona Arancione (28,29,30 dicembre e 4 gennaio).

Poi, forse, dal 7 gennaio si ritorna alle fasce cromatiche regolate da quell’algoritmo che da inizio novembre ha stabilito vari gradi di rischio di diffusione del coronavirus tra le regioni italiane.

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E sì, la rabbia è diffusa. Siamo esseri umani intelligenti ed è proprio la nostra intelligenza a determinare la nostra intima sensibilità. Ogni sentimento che proviamo scaturisce da un’azione o da una reazione al contesto che ci circonda.

La stragrande maggioranza dei cittadini italiani ha risposto con estrema responsabilità alle necessità createsi dall’impatto shock che il Covid-19 ha avuto nella vita quotidiana di tutti. E’ da inizio pandemia che, a parte alcuni strappi di qualche migliaio di persone meno consapevoli dell’evidente pericolo del contagio al virus, gli italiani si adeguano alle regole date, a volte neppure pienamente comprese.

Il Governo guidato dal premier Giuseppe Conte, oltre ai meriti che può aver avuto nella gestione dell’emergenza coronavirus, ha certamente commesso gravissimi errori. Si premette che, per chi ha le responsabilità di amministrare il caos derivante dagli effetti di questa pandemia mondiale, non deve essere per nulla facile prendere le decisioni.

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In ballo non c’è solo la salute pubblica, ma tutta la nostra esistenza. Economia, società, tutto sembra essersi trasformato nell’incubo peggiore. C’è una crisi enorme da gestire e si espande su più livelli.

Tuttavia, quando si offende l’intelligenza degli altri, la reazione che ne consegue è scontata. Rabbia e delusione sono sentimenti predominanti in questo momento in tanti italiani ed anche il Governo ne è consapevole. Il premier Conte ha definito la decisione presa per Natale la più sofferta. Ed è così.

Fa soffrire l’idea di essere soli a Natale, a Capodanno o all’Epifania. Fa soffrire immaginare tantissime persone amate sole in quei momenti che per molti sono i più importanti dell’anno.

Fa soffrire e provoca rabbia e delusione quell’algoritmo così fondamentale per il Governo ed il Comitato tecnico scientifico, che ad inizio novembre ci conduceva in chiusure forzate e prolungate, con l’unico obiettivo di farci trascorrere un sereno Natale con i nostri cari.

Oggi, l’algoritmo, secondo le misure adottate dal Governo nelle ultime settimane, assegna fasce cromatiche prevalentemente Gialle a quasi tutte le regioni italiane.

Prendiamo, ad esempio, il caso della martoriata Calabria. Dal 3 novembre zona Rossa e lockdown totale. E’ la scelta presa non sulla base dei numeri e dei parametri, ma per mancanza di dati attendibili.

Poi, fascia Arancione, assegnata dal ministro Roberto Speranza come premio ai calabresi. In realtà, dopo la poco brillante gestione della sanità commissariata, che ha umiliato i calabresi fino ad oltre il confine nazionale, la decisione appare essere stata fin troppo politica, finalizzata a rimediare al gran caos provocato in Calabria.

Intanto, negli ultimi giorni, i dati calabresi sono diventati più attendibili ed ecco che l’algoritmo sposta il grado di rischio in fascia Gialla. Oggi, la Calabria è fascia Gialla. E con tanto sacrificio, rispettando le regole, i calabresi, che hanno reagito con dignità a quanto subito nell’ultimo anno, sono stati bravi ed hanno meritato di raggiungere quel Natale sereno promesso dal Governo, conquistando il colore Giallo in prossimità dei giorni di festa.

Ma è stato tutto inutile. Di certo è stato fondamentale riportare la diffusione del virus ad un livello di maggior sicurezza e, a dire dell’algoritmo, l’obiettivo è stato raggiunto, in Calabria come in molte altre regioni italiane.

Inutile è stato invece per tutti gli italiani illusi di trascorrere un Natale con i propri cari e delusi dalla necessità di disporre una totale zona Rossa, che di fatto chiude tutti in casa per l’intero periodo di festa.

E’ plausibile sospettare che molti italiani si sentano presi in giro? E’ praticamente una certezza. La rabbia e la delusione provengono dal sentirsi beffati ed è onestà intellettuale ammettere che la beffa c’è.

A questo punto, annotando la moltitudine di reazioni social, osservando persino leader politici causare risse e promettere di violare le regole previste, non si può essere certi di come i cittadini reagiranno. Ovviamente, la stragrande maggioranza rispetterà le nuove norme, sopportando l’enorme amarezza per un Natale quasi senza senso.

C’è però il timore che non tutti si adegueranno, soprattutto se gli esempi che arrivano da personaggi pubblici e da rappresentanti istituzionali saranno in linea con gli atteggiamenti visti nelle ultime ore.

C’è tanta rabbia e delusione, è fin troppo evidente. L’auspicio è che con maturità ognuno affronti tale sentimento e tale confusione con massima responsabilità. Ciò che rimane, però, ed è inconfutabile, è il grave errore commesso dal Governo Conte, che ha rinnegato l’algoritmo precedentemente osannato, prendendo una scelta totalmente politica e molto impopolare.

D’altronde il Covid fa paura e la terza ondata imminente sembra terrorizzare tutti i governi europei, sollecitati dalle continue pressioni esercitate dall’Oms, che ha tanto criticato i Paesi europei per come hanno gestito la pandemia in estate, favorendo la diffusione del virus nel corso della seconda ondata. Senza il lockdown di Natale, a parere di esperti e politici, avverrebbe il disastro. Ecco perché anche il Governo italiano, così come Francia, Germania e gran parte degli Stati europei, ha assunto la drastica decisione di privare i cittadini della libertà di vivere il Natale come è sempre stato e come, ci si augura con tutto il cuore, possa tornare ad esserlo dal 2021.

Redazione Calabriaclick

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