mercoledì 19 Maggio 21
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Nicola e Nicolino, la Calabria può riscoprire una nuova Primavera

Nelle scorse ore è accaduto qualcosa di straordinario e di epocale per la recente storia della Calabria. Si è infatti appreso che il superboss di ‘ndrangheta Nicolino Grande Aracri è diventato da un mese collaboratore di giustizia.

Una notizia tanto sconvolgente quanto incredibile, che potrebbe cambiare la storia della regione più povera d’Italia. Perché Nicolino Grande Aracri è tra i più potenti boss di ‘ndrangheta, capace di estendere il suo dominio in tutta la Calabria centrale, compreso il capoluogo di regione, Catanzaro, ma anche in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

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Ha allargato i suoi interessi criminali oltre i confini nazionali e non si è limitato ai traffici criminali “consueti”, perché tra armi, droga e racket, ha pure creato un vero e proprio business imprenditoriale, con l’aiuto di politici, imprenditori e massoni. La massoneria deviata è stata fondamentale nella crescita del suo potere criminale.

Ma dopo aver ricevuto una serie di condanne all’ergastolo, tra le quali quella relativa al processo Aemilia, Nicolino Grande Aracri ha deciso di collaborare con il simbolo della lotta alla ‘ndrangheta nel mondo, il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.

Sono quasi coetanei, il magistrato nato a Gerace nel 1958 ed il superboss a Cutro nel 1959 a sei mesi di distanza. Ma le loro vite sono state diametralmente opposte, anche se dedicate totalmente alla ‘ndrangheta. Gratteri la combatte da sempre e ne ha fatto una missione di vita, mentre Grande Aracri è tra quelli che ha reso la ‘ndrangheta estremamente più potente di quanto non lo fosse stata nei decenni passati.

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Ed il loro incrocio, voluto dal boss cutrese, potrebbe diventare una veemente circostanza storica nel futuro destino della Calabria e dei calabresi. Nicolino Grande Aracri è padrone di segreti enormi, tali da svelare l’intero sistema criminale, sia per quanto riguarda gli esponenti della criminalità organizzata calabrese, ma anche riguardo a politici, massoneria deviata ed imprenditori.

Nicolino Grande Aracri è uno dei padroni di quel mondo che Nicola Gratteri vuole annientare e che nelle sue inchieste è emerso fuori senza possibilità di essere smentito. Perché la Calabria, e tutti i calabresi lo sanno, è dominata da un sistema criminale masso-mafioso, divenuto un Anti-Stato, che controlla ogni cosa, sia nel settore pubblico che privato. Un sistema impenetrabile, che si è potuto spesso colpire ma mai realmente indebolire.

Tuttavia, da quando Nicola Gratteri porta avanti la sua battaglia, tanti colpi mortali sono stati inferti costringendo il mondo di mezzo a venire alla luce e ad essere smascherato. Ora, con Nicolino Grande Aracri pentito ed a disposizione del magistrato, la Calabria ha una maggiore speranza di intravedere un futuro migliore. Perché, come detto, il superboss cutrese non è uno qualunque. Se dovesse rivelare il suo sapere, la ‘ndrangheta, per la prima volta nella sua lunga storia, rischierebbe di essere annientata.

E per comprende quanto davvero importante sia il momento che la Calabria sta vivendo riportiamo le parole di un altro collaboratore di giustizia, che conosce molto bene Nicolino Grande Aracri. Lui è Luigi Bonaventura, che dal social esulta: “La mie” preghiere” sono state ascoltate. Finalmente caro Nicolino hai messo le basi per poter ritornare ad essere di nuovo amici, anzi ancora più di prima. Finalmente ti sei messo sulla via del vero onore, dei veri valori. Finalmente adesso la nostra provincia, la nostra Calabria, la nostra nazione può riscoprire una nuova primavera”. (a.m.)

Redazione Calabriaclick

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