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Pazza Calabria, una regione allo sbando

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E’ una Calabria impazzita, quella che appare sui media nazionali negli ultimi giorni, cioè da quando è diventata una regione Rossa, così come deciso dal Governo italiano.

Da lì in poi è accaduto l’incredibile. Il presidente della Giunta regionale ad interim, Nino Spirlì, ha urlato allo scandalo ed evidenziato un complotto politico in vista delle elezioni. Poi, ricorso al Tar contro il Governo Conte, ha perso.

Intanto, il Consiglio regionale guidato dal presidente Domenico Tallini, ha convocato un’assemblea straordinaria per decretare la Calabria zona Gialla, forzando la mano sulla richiesta di un’autonomia di gestione sulla sanità, resa necessaria dal clamoroso fallimento del commissario, scelto da Roma, Saverio Cotticelli.

Lui, in onda su Rai 3 nel corso della trasmissione Titolo V, ha affermato che il piano Covid in Calabria non esisteva e che non fosse sua responsabilità e mancanza, ma della Giunta regionale, demandata dal Governo stesso. Ma, sempre in onda, ha scoperto che il responsabile era lui e non lo sapeva. Si dimette, cacciato dal premier Giuseppe Conte, il giorno dopo.

Ma torniamo al Consiglio regionale. Sabato, a Palazzo Campanella, come detto, in seduta straordinaria. E’ già straordinario che il Consiglio regionale ogni tanto si riunisca, avendolo fatto molto molto poco nel corso della legislatura, come spesso accade da anni.

Ed è ancora straordinario il fatto che, dopo un dibattito lungo 6 ore, estremamente elaborato e contornato da performance di alcuni consiglieri grammaticalmente discutibili, ha decretato per la Calabria l’attivazione della zona Gialla. Ovviamente, la mozione approvata dalla maggioranza di centrodestra, non vale quasi nulla, se non come formale presa di posizione politica.

E già fin qui stiamo messi bene, per quanto riguarda lo stato confusionale nel quale la Calabria ed i calabresi sono stati catapultati nelle ultime ore. Ma attenzione, il meglio deve ancora venire. E lo si vede ancora una volta in onda su un’emittente nazionale, a La7, nel corso della trasmissione di Massimo Giletti, “Non è l’Arena”.

Qui, il presidente Nino Spirlì accusa: “Il Governo è impazzito”. Anche l’attuale Governatore calabrese, dunque, evidenzia la pazzia generale, che lui sottolinea essere del Governo nazionale, ma che pare evidente come si sia diffusa, quasi come fosse un virus. Per carità, non ne vogliamo un altro, basta il Covid.

Anche se il contagio da pazzia è molto probabilmente più pericoloso del Covid. I calabresi lo sanno, lo vivono nella loro quotidianità, sulla loro pelle, in tutti i suoi mali. E sì, la pazzia è evidente ed inconfutabile.

Pazzi sono i politici locali calabresi, che carichi di responsabilità, per aver ridotto al collasso ed alla miseria, sia economica che culturale, la loro regione, adesso vogliono far credere ai calabresi di essere patrioti difensori contro gli abusi della politica nazionale, quasi come fossero dei nuovi Briganti. Ma credere che i calabresi siano così fessi da abboccare ancora significa insultarli.

Pazzi sono i membri del Governo, che spiegano ai calabresi come siano necessarie e giustificate le misure radicali intraprese sul territorio, ma al contempo commissaria la sanità da anni ed anni collezionando fallimenti e ridicole interpretazioni dei ruoli, affidati troppo spesso a protagonisti inadeguati, se non incompetenti.

Ma la pazzia estrema la si raggiunge ascoltando il commissario dimissionario Saverio Cotticelli a La7, quando afferma che indagherà su quanto accaduto durante l’intervista rilasciata a Titolo V. “Non so cosa avessi, non ero io” – dice. “Indagherò per capirlo, ho vomitato dopo l’intervista e sono stato male”.

La giornalista Myrta Merlino domanda: “Ma è stato drogato? Ha sospetti su persone vicine a lei?”. E Cotticelli vagamente ripete che non era lui. Ecco, qua siamo di fronte a qualcosa di inaspettato, sorprendente. Cosa ha fatto intendere Cotticelli? E’ stato drogato, come chiede la Merlino in onda?

Insomma, alla pazzia generale sembra non esserci freno. Le conseguenze? Sono tutte a danno dei calabresi, abbandonati a loro stessi, senza denaro, senza servizi, senza sicurezza e senza speranza. La Calabria è ormai una regione allo sbando ed è da pazzi negare l’evidenza.

Redazione Calabriaclick

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