mercoledì 19 Maggio 21
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Perché l’esodo al Sud del 20 dicembre può significare terza ondata di Covid

di Matteo Brancati – Ieri ho letto tante notizie sul web. Ho visto telegiornali, ascoltato radio e mi sono reso conto di una piccola grande particolarità: una questione sta tornando alla ribalta come nei mesi scorsi. Il possibile esodo al Sud di migliaia di persone che vivono, lavorano al Nord sta catturando l’attenzione di molti, specialmente sui social network.

Su Facebook, per esempio, la maggioranza degli utenti intervenuti per commentare questa notizia non usa toni particolarmente gentili nei confronti di chi vorrebbe trascorrere le feste di Natale con i propri cari. La paura di un nuovo 7-8 marzo è tanta con tutte le conseguenze del caso. Paura che “provoca” insulti (alcuni ingiustificati) a iosa contro coloro che hanno già prenotato aerei, treni, bus entro il 20 dicembre. Si, perché il nuovo Dpcm prevede lo stop degli spostamenti tra Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021.

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Un nuovo esodo, secondo molti, infatti rischierebbe di causare la terza ondata di Covid che sarebbe deleteria, in primis, per il sistema sanitario, quasi al collasso solo fino a poche settimane fa, poi per l’economia, la quale risentirebbe ancora di più di un nuovo stop. Capisco perfettamente chi vorrebbe abbracciare i propri cari che non vede da mesi, ma capisco altrettanto chi ha paura di rivivere ciò che è accaduto fino a pochi giorni fa. E allora che si fa? Nulla di particolarmente eclatante.

Si potrebbero trascorrere Natale e Capodanno in totale serenità, senza eccessi, per non sacrificare tutto il 2021, Un anno che sarà quello della rinascita sotto ogni aspetto. Non voglio odiare anche i prossimi 365 giorni, per intenderci. Le limitazioni ci saranno ancora per un bel po’, ma la prova del nove ci sarà tra pochi giorni. So che Natale, Capodanno significa aggregazione, tavolate, tombola, viaggi verso posti meravigliosi, ma calmiamoci un attimo. Dobbiamo pensare soprattutto agli anziani, la categoria più a rischio, agli studenti, i quali non vorranno di certo trascorrere anche la Santa Pasqua nelle loro case del Nord, ai lavoratori, a medici, a tutti gli operatori sanitari, sempre in prima linea per combattere il virus e cercare di evitare tanti morti.

E poi, pensateci: quanto sarà romantico organizzare la tavolata di Natale in spiaggia, mangiare una fetta di anguria al posto del pandoro/panettone, festeggiare il Capodanno estivo come accade in Brasile (un sogno per molti). Abbracciare chi volete bene quando il sole tramonta, con la brezza marina che vi accarezza il viso.

Redazione Calabriaclick

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