sabato 17 Aprile 21
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Presunto focolaio Covid a Catanzaro: sindaco “suggerisce” stop scuole ai Dirigenti, ecco perché

A diversi cittadini di Catanzaro non è sfuggito un curioso particolare di un comunicato diffuso dal sindaco Sergio Abramo nella serata di ieri e sul web non sono mancati i commenti ed i post di polemica.

Il Primo cittadino del capoluogo di regione ha “suggerito” pubblicamente lo stop delle attività didattiche in presenza in due istituti della zona Sud, dopo un presunto focolaio di Covid tra i residenti di Viale Isonzo.

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Il suggerimento è stato accolto e messo in pratica immediatamente e fin qui nulla di anomalo, se non il fatto che in molti si siano posti il quesito su come sia stata assunta la decisione del preventivo e responsabile provvedimento adottato a scopo precauzionale.

Abramo ha infatti “suggerito” la chiusura delle scuole e non ne ha disposto lo stop, nonostante ne abbia la competenza ed il dovere, assieme al Prefetto della città, in caso di emergenza sanitaria.

Perché è avvenuto questo? E’ la medesima prassi adottata pochi giorni fa nel caso della scuola media dell’IC Vivaldi nel quartiere Lido, dove il Dirigente scolastico ha disposto la didattica a distanza ad otto classi per due presunti casi positivi.

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Il sindaco Abramo, nell’esprimere il suo ruolo, si è attenuto all’interpretazione delle disposizioni ministeriali. In parole semplici, quando l’Asp comunica casi accertati di positività al coronavirus nelle scuole, Abramo deve disporre la sospensione della didattica in presenza in primis alle classi interessate ed eventualmente all’intero istituto, così come avvenuto più volte in questi mesi, con il sindaco che ha emanato numerose ordinanze in tal senso.

Nei casi di Viale Isonzo e dell’IC Vivaldi, evidentemente, non è stato dato ad Abramo un esito di positività accertata attraverso esame clinico dall’Asp, pertanto, il sindaco, come ogni altro sindaco italiano, si è attenuto al protocollo normativo suggerendo l’adozione del provvedimento a scopo cautelativo per una presenza di rischio di contagio a chi ne ha riconosciuta competenza, vale a dire il Dirigente scolastico.

Ecco quanto recita la norma ministeriale.

“La sospensione delle attività didattiche o la chiusura delle scuole, che determina sospensione di servizio pubblico, può essere disposta dai prefetti (rappresentanti territoriali del governo e dei sindaci) i quali possono emettere provvedimenti in caso di emergenze sanitarie, di igiene pubblica o di pericolo per l’ordine, sicurezza e incolumità pubblica, sulla base del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n.112 (Titolo IV, capo III).
La scuola può essere chiusa anche per gravi eventi atmosferici come intense nevicate o alluvioni e per interventi di manutenzione straordinaria.

In caso di pericolo imminente per l’incolumità delle persone il Dirigente Scolastico, quale responsabile della sicurezza dell’Istituto, può disporre la chiusura della scuola o la semplice sospensione delle lezioni, dandone tempestiva comunicazione alle autorità competenti (Prefetto, Sindaco e Ufficio Scolastico Provinciale) esplicitando le motivazioni di tale decisione.
Quando l’edificio viene chiuso, l’accesso ai locali non è consentito nè agli studenti nè al personale scolastico (docenti e personale amministrativo)”.

Dunque, così si spiegherebbe il perché il sindaco Abramo abbia suggerito ai Dirigenti scolastici degli istituti interessati la sospensione delle attività didattiche in presenza, avendone loro competenza a tutela della sicurezza, volendo intendere che il rischio di casi positivi al coronavirus sia inquadrato come tutela della salute degli alunni e del personale scolastico. Ovviamente, in caso l’Asp dovesse aggiornare il sindaco Abramo su eventuali positività accertate, già nelle prossime ore dovrà essere lo stesso sindaco, con specifica ordinanza, a disporre quanto necessario.

Appare evidente che il sindaco di Catanzaro non sia stato informato di casi positivi accertati. Altrimenti, non avrebbe agito così, soprattutto lui, di navigata esperienza del ruolo, che nel recente passato ha palesemente dichiarato di non chiudere le scuole della città, poiché passibile del reato di abuso d’ufficio per mancata applicazione del Dpcm del Governo, al quale deve attenersi.

La stessa prudenza ed attenzione, Abramo l’avrà di certo applicata nei casi in questione, pertanto, quanto circola sui social, con messaggi che fanno riferimento a decine di casi positivi al Covid accertati in viale Isonzo, al momento non trovano riscontri ufficiali. Ciò che alla fine permane, però, è uno stato di incertezza e preoccupazione diffuso tra la cittadinanza e che proprio grazie al social può essere facilmente misurato.

Non si tratta di pochi cittadini, ma di decine di famiglie, soprattutto nella zona Sud, dove in queste ore tantissimi vivono condividendo il timore di avere il Covid in casa. E dal web si pretende chiarezza e trasparenza, e, soprattutto, che chi di competenza si assuma la responsabilità di adottare le scelte giuste, e non solo dal punto di vista normativo. La salvaguardia della salute pubblica, infatti, va ben oltre la preoccupazione di un avviso di garanzia per abuso di ufficio ed è superfluo persino ribadirlo. (a.m.)

Redazione Calabriaclick

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