mercoledì 19 Maggio 21
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Spirlì ha chiuso le scuole, ma il Tar può invalidarlo ancora una volta

Il Governatore della Calabria, Nino spirlì, ha firmato ieri l’ordinanza con la quale chiude tutte le scuole di ogni ordine e grado da domani 7 gennaio, fino al 15 gennaio, per quanto riguarda Primarie e Medie, e 31 gennaio per le scuole di secondo grado, mentre l’Infanzia rimarrà attiva.

Un atto politico, quello di Spirlì, in linea con i Governatori di opposizione al Governo nazionale. Le elezioni regionali calabresi del prossimo 11 aprile incidono molto sulle scelte prese da chi al momento detiene enormi responsabilità sulla salute dei cittadini.

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Certo, ovviamente il Governatore calabrese motiva con convinzione le sue preoccupazioni e la sua scelta, che a seconda delle varie opinioni in merito può essere condivisa o meno. Ma deve essere chiaro fino in fondo a tutti i calabresi che in questo momento è in atto una guerra politica sul territorio, che probabilmente, non ha precedenti nella storia.

E’ un tutti contro tutti tra coloro che coltivano ambizioni di potere, dunque, diffidare da chiunque è probabilmente un’azione spontanea e sana, con la quale difendersi da chi tenterà di cavalcare l’onda per raggiungere obiettivi personali e di partito.

Detto questo, non significa che Spirlì abbia assunto una decisione solo politica o di partito, ma il dubbio legittimo rimane. Soprattutto, quando si riflette sul fatto che lo stesso Governatore calabrese è consapevole che nelle prossime ore, verosimilmente, il Tar annullerà ed invaliderà la sua ordinanza esattamente come ha fatto poche settimane fa con una sua precedente ordinanza sulle scuole e se ciò avverrà il giorno successivo migliaia di studenti dovranno tornare in classe, così come disposto dal Dpcm del Governo nazionale.

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E Spirlì è altrettanto consapevole che giuridicamente il suo provvedimento non è ammissibile, poiché non è massima autorità sanitaria sul territorio. Di fatto, un sindaco di qualunque comune calabrese che decidesse di emettere ordinanza con la quale riaprire le scuole da domani lo potrebbe fare e ne avrebbe, in questo caso sì, il potere di farlo, essendo massima autorità sanitaria del suo territorio.

E come è semplice immaginare, si verrebbe a creare un caos generale, tra l’altro sulla pelle delle generazioni più esposte, vale a dire quelle più giovani. Insomma, non pare il miglior modo possibile di approcciare la fiducia dei cittadini calabresi, che ancora una volta sono lì spettatori silenti e vittime di dispute e conflitti molto più importanti di loro.

Redazione Calabriaclick

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